di Riccardo Tommasi
Il Bilancio dell’Unione Europea si fonda soprattutto sui dazi doganali imposti sui prodotti importati nell’Unione, da una parte dell’IVA applicati a beni e servizi in tutta l’UE ed altri contributi versati dagli Stati membri in base alla propria ricchezza. Questi fondi rientrano in un quadro finanziario pluriennale, nel quale vengono fissati gli importi massimi di spesa nei vari settori; il periodo considerato dura generalmente 7 anni. I fondi compresi nel bilancio vengono impiegati in settori di interesse comune, come le reti di trasporto, energetiche e di comunicazione tra i paesi, la protezione dell’ambiente, l’economia, la ricerca e lo sviluppo. Il Bilancio viene proposto dalla Commissione europea, mentre deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento; la Commissione deve altresì informare gli altri due organi su come sono state spese le somme, sottoponendosi poi anche al controllo della Corte dei Conti europea.

E’ la stessa Commissione, insieme ai singoli Stati membri, a darne esecuzione. Una parte del bilancio viene adottato per far fronte agli obblighi che l’UE ha nel resto del mondo, in particolare: la promozione dello sviluppo sociale ed economico, il mantenimento della pace e gli aiuti per le vittime di catastrofi e conflitti. La somma del bilancio nel 2015 è stata di 145 milioni, rappresentante circa l’1% della ricchezza annuale generata da tutti gli Stati UE.