di Irena Kalibytzeva
Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE), istituito nel 2002, offre un aiuto finanziario agli Stati dell’Ue colpiti da grandi catastrofi naturali se il totale dei danni diretti causati supera i 3 miliardi di euro, o, in caso di importo inferiore, se supera lo 0,6 % del reddito nazionale lordo. L'intervento dell'FSUE si concretizza nella forma di una sovvenzione proposta dalla Commissione a seguito della domanda presentata dallo Stato interessato entro 12 settimane dalla data della catastrofe. L’aiuto finanziario dovrà essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo per poter  integrare i fondi pubblici stanziati dallo Stato beneficiario.

Tale sovvenzione serve per far fronte ai danni non assicurabili riferibili quindi ai primi soccorsi, alle infrastrutture e ai beni culturali. Le risorse non possono essere utilizzate per risarcire i danni subiti dai privati. Una volta resi disponibili gli stanziamenti, la Commissione conclude un accordo con lo Stato beneficiario e versa la sovvenzione. La riforma del 2014 ha introdotto la possibilità per gli Stati membri di chiedere il versamento di un anticipo che non può superare il 10 % dell'importo totale del contributo finanziario previsto a titolo dell'FSUE ed è limitato a 30 milioni di euro.

Lo Stato beneficiario è responsabile dell'utilizzo della sovvenzione e della verifica di come viene spesa. Non è ammesso il doppio finanziamento e spetta allo Stato beneficiario garantire che gli interventi coperti dall'FSUE non siano coperti anche da altri strumenti di finanziamento dell'Unione. La sovvenzione deve essere utilizzata entro 18 mesi dalla data in cui è stata erogata. A sei mesi dalla scadenza di tale periodo, il paese beneficiario deve presentare alla Commissione una relazione di esecuzione.